‘L’importante è vincere, senza partecipare’

Dal diciassette Febbraio, per tre settimane, al ‘Teatro de Servi’ tornano in scena Paola Minaccioni e Federica Cifola con lo spettacolo, scritto e diretto da Lillo Petrolo, “L’importante è vincere, senza partecipare”.
Dal sito del Teatro De’ Servi, direttamente la trama dello spettacolo:
Paola e Federica sono piene di problemi. Per risolverli tentano la strada di un nuovo gioco da tavola, “The Game”, inventato a scopo terapeutico….
Ma le cose non andranno proprio come pensavano! Risate assicurate per una commedia originale e assolutamente divertente!“The Game” è l’ultima novità che sta spopolando in America. Un gioco da tavolo inventato da una psicanalista di Los Angeles a scopo terapeutico. Si tratta di una sorta di gioco dell’oca in cui si mette in gioco la propria vita. Il primo che arriva al traguardo è quello che ha risolto meglio i propri turbamenti. C’è la casella “telefono” in cui bisogna telefonare all’istante a qualcuno con cui si ha necessità di chiarire qualcosa e “chiarirla” all’istante. Oppure, chi entra nella casella “verità”, deve indossare un anello dalla pietra cangiante e rispondere a domande precise dicendo la verità. Se si mente, l’anello assumerà un colore specifico e si tornerà indietro. Attraverso la casella “test”, l’avversario sottoporrà il giocatore ad un test al vetriolo. Insomma, tutti gli elementi che solitamente incatenano la nostra vita in questo gioco vengono affrontati e risolti se si vuole arrivare al traguardo.
I personaggi alle prese con il gioco, Paola e Federica, sono due amiche piene di problemi che decidono di provare a superarli attraverso questo gioco di cui tanto si parla. Paola è sposata e impantanata in problemi familiari. Federica è una single che non riesce a farsi strada nel lavoro e che non trova l’anima gemella. Il gioco tirerà fuori il peggio e il meglio di loro con il risultato che non cambierà niente ma finalmente si saranno tanto divertite.
Si possono acquistare fin da ora i biglietti online cliccando su questo link.
